La catena dell’agroalimentare in Ungheria rappresenta un’opportunità di investimento e di internazionalizzazione per le piccole e medie imprese italiane operanti nel settore. L’obiettivo del webinar n°7 promosso dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria e tenutosi in data 15/10/2020 è proprio quello di fornire un quadro di approfondimento sul tema sopracitato, in modo da creare un tavolo d’incontro e di diffusione di informazioni tra gli attori protagonisti del settore ed i partecipanti. Il Presidente della CCIU, Francesco Maria Mari, e il Segretario Generale, Stefania Speziani, hanno dato inizio all’incontro presentando il tema principale ed introducendo gli ospiti, in ordine: Dott. Sólyom Gábor (Presidente del Collegio dei Sindaci), Daniele Urbano (Rappresentante Polo Ho.Re.Ca), Bernardino Pusceddu (Titolare Comagro Sardo Kft), Dott. Giacomo Pedranzini (Amministratore Delegato Kométa 99 Zrt) e Luca Pantarotto (Project Manager RialtoFoodArt Srls).

Nel primo intervento, il Dott. Sólyom, nonché ex proprietario e manager della società di consulenza Falco-Consulting Bt., mette in evidenza le problematiche che il settore dell’agroalimentare ha dovuto affrontare nell’ultimo periodo a causa di fattori quali la siccità e condizioni climatiche avverse. Ciò ha scaturito gravi danni alla produzione nazionale dell’agroalimentare, rendendo dunque necessari eventuali interventi da parte di nuovi fornitori. Secondo il relatore, ci sono grandi opportunità per le imprenditorie italiane di aprirsi al mercato ungherese, anche e soprattutto tramite l’utilizzo di strumentazioni e tecnologie innovative.

Il secondo intervento é stato realizzato da Daniele Urbano, rappresentante del Polo Ho.Re.CA. ed esperto di tourism management, il quale pone il focus sull’importanza della collaborazione tra l’agroalimentare ed il Polo Ho.Re.Ca, proponendo un incontro tra le parti in modo da confluire le forze e far fronte ad un periodo di crisi che tutti noi stiamo vivendo.
La parola è poi passata a Bernardino Pusceddu, Titolare della Comagro Sardo Kft, azienda che opera da oltre 25 anni nell’allevamento di vacche da latte. A tal proposito, l’ospite racconta la storia e gli sviluppi della sua azienda durante gli anni di attività, constatando poi come la pandemia da Covid-19 ed i cambiamenti climatici abbiano influenzato negativamente gli ultimi periodi di produzione. Per far fronte a ciò, il relatore considera necessario l’intervento di nuove tecnologie e, più in generale, di una modernizzazione nelle dinamiche produttive. La mission aziendale si pone quindi l’obiettivo di continuare il suo processo di sviluppo, investendo in nuovi progetti innovativi. Durante il lockdown, l’azienda ha cercato di reagire nell’immediato tramite l’utilizzo dei più innovativi dispositivi di sicurezza, attuando tutte le misure necessarie per far fronte alla pandemia. Infine, il relatore ha invitato gli investitori italiani ad aprirsi al mercato ungherese, sicuramente in forte crescita negli ultimi anni.
La parola è poi passata al Dott. Giacomo Pedranzini, titolare di Kometa 99 Zrt, un’azienda agroalimentare ungherese che si occupa di trasformazione di carne suina in salumi, di cui circa il 30% esportato in Italia. Secondo il Dott. Pedranzini, l’Ungheria risulta essere un Paese accogliente ed efficiente per le imprenditorie estere, con un territorio ancora da sfruttare appieno, il che rappresenta dunque un potenziale ancora inespresso. A conferma di ciò, circa il 60% del territorio ungherese è coltivabile, mentre il terreno arabile è costituito dal 50% del totale del suolo magiaro. Inoltre, l’Ungheria esporta circa 9 miliardi di euro per il settore dell’agroalimentare, importandone invece circa 6 miliardi, avendo perció un netto positivo di circa 3 miliardi. Oltre a questo, il relatore ha messo in risalto altri fattori positivi per i potenziali investitori esteri, evidenziando, ad esempio, come l’Ungheria sia un Paese stabile, con una buona professionalità ed una amministrazione finanziaria efficiente. Inoltre, la pressione fiscale è più ragionevole rispetto a quella italiana. In seguito, il relatore ha fornito importanti dati sulla situazione del sistema agroalimentare ungherese, il quale risulta essere abbastanza limitato e con poche catene distributive (Lidl, Tesco, Auchan, CBA, COOP Real). In conclusione all’intervento, il suggerimento per le piccole e medie imprese italiane che vogliono affacciarsi al mercato ungherese, è stato quello di associarsi in piccoli gruppi o in consorzi, oltre che partire da consulenze iniziali come quelle fornite dalla stessa Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria.

L’ultimo intervento è stato sostenuto da Luca Pantarotto, nonché Project Manager in carica alla RialtoFoodArt Srls, un’azienda di salumi veneta nata nel 2017 che ha come uno degli obiettivi primari, l’internazionalizzazione dei suoi prodotti. Per fare ciò, l’impresa ha deciso di realizzare nuove partnership con aziende locali per in modo da poter approdare sui mercati esteri, in particolare l’Ungheria, considerata un’ottima opportunità per ampliare le proprie frontiere.

L’evento online si é poi concluso con uno spazio finale riservato alle domande poste dai partecipanti, attraverso le quali è stato possibile approfondire diversi aspetti legati ai temi trattati, come ad esempio la tracciabilità del prodotto, richieste di informazioni specifiche sulle aziende partecipanti e su potenziali inserimenti all’interno dei mercati ungheresi.
Anche in questo caso la Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria ha reso disponibile un prezioso spazio informativo e collaborativo su un tema importante per ciò che concerne il mondo dell’imprenditoria italiana e dell’internazionalizzazione delle aziende in Ungheria, il tutto seguendo il motto che contraddistingue la nostra attività: “Insieme per crescere”.
Alessandro Micarelli
Marketing Trainee