In data 9 novembre 2021, si è svolto presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest l’evento intitolato “Job shortage: il punto di vista delle aziende, proposte”, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria, in collaborazione con il Ministero dell’Innovazione e Tecnologia ungherese.
Il Workshop, supportato dalla traduzione consecutiva dell’interprete, è stato aperto dal caloroso benvenuto del Presidente della CCIU, il Dott. Gábor Oszkár Sólyom, rivolto a tutti i partecipanti, in particolare al Segretario di Stato, il Dott Sándor Bodó, al quale ha poi lasciato la parola.
Il Dott. Bodó, dopo aver salutato la platea, si è soffermato sui difficili mesi vissuti nel corso della pandemia e sulle sue conseguenze. Nonostante la pandemia non sia ancora terminata, emerge una buona notizia: la ripresa del mercato del lavoro. A riguardo, il Dott. Bodó ha mostrato come i dati del tasso di disoccupazione, che corrisponde al 3,9 % e che in piena crisi era intorno al 4,3%, e quello di occupazione del 73,6%, siano il risultato di una buona gestione della pandemia dal punto di vista occupazionale, rafforzando la strategia adottata nel periodo di crisi, incentrata sul mantenimento dei posti di lavoro.
Il rilancio dell’economia e il sostegno del Governo per la creazione di nuovi impieghi hanno determinato un lento ma costante calo della disoccupazione. Alcune di queste misure di sostegno rivolte ai giovani disoccupati, a persone con un basso livello d’istruzione e a lavoratori autonomi, sono tutt’ora presenti.
In seguito, il dott. Bodó ha sottolineato le importanti novità previste dal Governo, in particolare l’aumento del salario minimo da gennaio 2022 raggiungendo così i 200.000 HUF lordi, mentre per i lavoratori specializzati si arriverà a 260.000 HUF lordi. Il tutto seguito da una diminuzione degli oneri, come ad esempio l’imposta sulle piccole imprese che passerà dal 11% al 10%.
Inoltre, é stato evidenziato come a seguito dello shock occupazionale causato dall’epidemia sia emersa una nuova modalità lavorativa: il telelavoro, concepito per trattenere la forza lavoro.
I dati hanno poi mostrato un’alta percentuale di disoccupazione giovanile, percepita dal Governo come una sfida molto seria per le politiche dell’occupazione, da affrontare con l’impiego di maggiori risorse. La crescita di tale dato potrebbe essere stata generata anche dalla perdita del posto di lavoro da parte di molti giovani che avevano un’occupazione all’estero e sono stati costretti a tornare in Ungheria a causa della crisi pandemica.
Un altro problema discusso durante il Workshop ha riguardato la carenza della manodopera specializzata, soprattutto nei settori finanziario, dell’edilizia, dell’amministrazione, della sanità, dei trasporti ed immobiliare. In generale, la carenza è stata riscontrata per le grandi imprese, le quali necessitano di più dipendenti per ricoprire le varie posizioni.
In conclusione, il Segretario di Stato Bodó ha enfatizzato la modalità di gestione della crisi pandemica adottata dal Governo magiaro, focalizzata sul mantenimento dei posti di lavoro, accompagnato da un ulteriore sostegno per crearne di nuovi: il salario retribuito per incentivare la motivazione del lavoratore e sul supporto concreto nei confronti di genitori con bambini piccoli.
Ad aprire la seconda parte dell’evento, è stato il Dott. Andrea Fonsmorti, il quale ha introdotto la celebre azienda italiana di recruitment, Adecco, sottolineando l’impegno nel raccogliere dati e feedback dei candidati nell’affrontare le sfide rilevate nel lavoro giornaliero. Successivamente è intervenuto il dott. Domenico Marra, Direttore Commerciale di Adecco Hungary, che, dopo aver ringraziato il Segretario di Stato Bodó per il suo intervento e la CCIU per l’invito, si è apprestato a mostrare i dati relativi al lavoro svolto da Adecco e i dati riguardanti il tasso d’inflazione (5,5%), occupazione (74%) e disoccupazione (dati ufficiali 4%). Quest’ultimo dato esclude gran parte della popolazione in età lavorativa che non è alla ricerca attiva di lavoro oppure che si trova in condizioni lavorative precarie.
La pandemia ha avuto effetti significativi sull’economia nazionale, tuttavia, dopo le prime due ondate, il mercato del lavoro in Ungheria è ora in forte ripresa: quasi il 74% delle persone in età lavorativa ha un impiego. La forte ripresa del mercato del lavoro è stata caratterizzata da un aumento del PIL. Secondo quanto illustrato dal dott. Marra, è stata dimostrata una carenza di personale piuttosto che di lavoro.
Nell’agosto 2021, il tasso di disoccupazione era inferiore alla media europea e la riapertura di molte attività commerciali a giugno ha portato un significativo aumento dell’occupazione; quindi, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile.
Dopo aver visionato i dati ufficiali, Adecco ha voluto intercettare il totale di persone inattive che sommate al tasso ufficiale di disoccupazione porta la percentuale al 6,9%.Se non saranno introdotte ulteriori restrizioni, il tasso di disoccupazione record potrebbe essere raggiungibile entro la fine di quest’anno.
Molti paesi dell’Europa centrale e orientale stanno lottando contro la carenza di manodopera in una ripresa economica più rapida del previsto, a seguito delle restrizioni pandemiche. Dopo aver messo in risalto questa problematica, sono state proposte alcune possibili soluzioni. Tra le più importanti vi sono state: il collegamento del finanziamento delle scuole professionali agli studenti in tirocinio, l’inizio degli apprendistati quando i posti di lavoro sono garantiti, la regolamentazione del tema degli affitti e la facilitazione della flessibilità del lavoro.
L’emigrazione gioca un ruolo importante nella situazione di Job shortage e, a causa dei bassi salari e delle cattive condizioni di lavoro, i lavoratori manuali qualificati trovano migliori prospettive di lavoro all’estero. La formazione professionale potrebbe essere un modo efficace per ridurre le carenze e migliorare la produttività del lavoro, ma sarebbero necessarie diverse modifiche per far sì che ciò accada. In primo luogo, i programmi di formazione per adulti sono finanziati solo dai fondi dell’UE, il che significa che dovrebbero essere stanziate più risorse. In secondo luogo, i programmi di formazione dovrebbero essere più economici, soprattutto per le occupazioni che richiedono solo l’istruzione di livello secondario per l’ingresso. Tra le soluzioni proposte, la mobilità internazionale gioca un ruolo cruciale. Le principali ragioni alla base della mobilità riguardano: motivi di lavoro, studio, economici, sviluppo professionale e la ricerca di migliori condizioni di vita.
La creazione nel 2018 del dipartimento di Mobilità internazionale ha permesso di attrarre più candidati possibili in Ungheria. Ogni persona per Adecco è un progetto che coinvolge anche le famiglie e, a questo proposito, offre servizi di supporto che includono: ricerca e selezione di personale dall’estero; Organizzazione e realizzazione di colloqui di lavoro e/o prove manuali / test.; accettazione delle procedure per l’ottenimento dei permessi di lavoro e di soggiorno; Ricerca di un alloggio adeguato per i candidati; Organizzazione e coordinamento all’arrivo nel paese e sicurezza sul lavoro e assistenza logistica.
A concludere l’evento sono state le domande ed osservazioni dei presenti con conseguente risposta del dottor Bodo. La Camera di Commercio ha ringraziato tutti i partecipanti, i relatori e gli sponsor: Orange1, Eme e FaRe Consulting.
L’identificazione e lo studio dei dati relativi all’andamento economico ungherese hanno permesso di delineare e comprendere un quadro del sistema lavorativo che necessita di un costante sostegno ed impegno da parte delle autorità magiare per soddisfare i bisogni del mercato e delle imprese.
Attraverso una continua collaborazione e comprensione sarà possibile far fronte alle singole sfide scaturite da condizioni specifiche comuni. Tali valori, considerati mezzi necessari per raggiungere importanti obiettivi, si riflettono nel motto della CCIU: “Insieme per crescere”.